Guardiani delle nuvole

Sinopsys

Tra i pascoli delle terre di Cancello, nell’entroterra napoletano, stretti tra campi coltivati e orti, vivono gli ultimi caprai che lottano contro la vita, giorno per giorno, pascolando il loro gregge ovunque ci sia erba e fronde di arbusti e tenero fogliame degli alberi. Don Giulini, il vecchio patriarca, vive nella grande e vecchia masseria, con figli e nipoti, parenti e famiglia, tutti assediati dall’ostilità dei paesani, dall’odio dei contadini, dal progresso, che avanza e che li mette fuori gioco, e dalla nascente della camorra che comincia a ricavarsi sacche di potere e di privilegio.

La guerra è finita da poco. Nelle campagne si trovano spesso delle armi. Gli scontri fra i caprai e i contadini si fanno sempre più aspri perché la lotta che conducono i caprai è ormai finalizzata alla sopravvivenza.

I sentimenti e le passioni spesso prendono il sopravvento sulla ragione, ma i caprai sembrano scolpiti nel granito, vanno dritti per la loro strada, a volte armi alla mano, con i loro antichi principi e le loro regole, il loro onore e la loro dignitosa povertà. La colonna sonora è quella del tango: il tango dei caprai, un tango di morte che viene dall’Argentina, terra promessa dove molti di loro sono già emigrati e che accoglierà alla fine i superstiti della famiglia di Don Giulini.

Tutti, o quasi tutti, partiranno. Resterà il figlio di Don Giulini, Batino, guardiano delle nuvole, ormai, che rifiuta di piegarsi all’idea di abbandonare la sua terra e le sue memorie.

“Guardiani delle Nuvole” racconta l’epopea violenta di una famiglia di caprai nelle campagne napoletane a cavallo degli anni cinquanta, nel momento in cui le società agricole e pastorali a carattere patriarcale erano destinate a sparire con tutto il loro patrimonio di storia e di cultura popolare, soppiantate dal progresso tecnologico e industriale. 

Un affascinante e poco noto capitolo della recente storia del meridione d’Italia, raccontato con passione e forti sentimenti.

Il film è tratto dall'omonimo romanzo di Angelo Cannavacciuolo edizioni Baldini Castaldi Dalai. Finalista del Premio Viareggio 1999, Premio Berto 1999, Vincitore del Premio Lettori Italiani all’Estero nell’ambito del Festival du Premiere Roman a Chambery, in Francia.

Luciano Odorisio ha vinto il Leone d'Oro a Venezia per "l'opera prima o seconda" nel 1982 col film Sciopèn, interpretato da Michele Placido e Giuliana De Sio.

Prodotto da Giorgio Heller per Heller produzioni cinematografiche.

 

Personaggi Principali:

ALESSANDRO GASSMAN

CLAUDIA GERINI

ANNA GALIENA

FRANCO NERO

 

Sceneggiatura:

AUGUSTO CAMINITO

ANGELO CANNAVACCIUOLO

LUCIANO ODORISIO

                                              

Regia:

LUCIANO ODORISIO

          

Musiche:

ENNIO MORRICONE

Il film ha vinto la Piramide d’Oro al Festival internazionale del cinema del Cairo, come miglior film, nel dicembre 2004