Acque basse

Pubblicato da Fazi Editore – giugno 2005 

Gerry Van Der Keuken è un uomo deluso e ferito, un ex cronista di nera del Mattino che ha deciso di dare un taglio alla sua vecchia vita dopo che l’amico e collega Gianluca Lucani (ovvero Giancarlo Siani) è stato ritrovato con il capo riverso sul volante della propria auto, la guancia segnata da un rivolo di sangue. Colpito a morte dai killer della camorra.

Ora vive in una baracca di legno e lamiera, nella baia di Bacoli. Aggiusta barche. Nessuno lo disturba. Finché un giorno il passato non bussa alla porta dell’apatico rifugio che s’è scelto.

Su pressione di un ricco avvocato, accetta d’indagare sull’omicidio di un transessuale e di rituffarsi tra le strade di una Napoli corrotta e disfatta dal caldo. In questa lenta discesa agli inferi, ritrova la donna che ha amato quando lui, divorato dal vizio del gioco, per tutti era Jackpot e lei un’ambiziosa e spregiudicata croupier. Ora Rebecca è la moglie di una delle eminenze grigie che gestiscono l’eterna vicenda di saccheggio edilizio di Napoli.

Acque basse mostra le viscere dell’uomo, l’impossibilità di vivere, la ferocia dei rapporti umani, con un gelido realismo che finisce per divenire terribile e struggente. Cannavacciuolo ci parla di una città preda del malaffare, ostaggio dell’illegalità e delle sue miserie morali e materiale, una città che crolla di continuo sulle sue stesse gambe, ma che trova sempre il coraggio di rialzarsi e proseguire il suo difficile cammino.