Guardiani delle Nuvole

 

Pubblicato nel gennaio 1999 da Baldini Castoldi Dalai

 

Storia epica e avvincente, e nello stesso tempo intimistica e accorata, questo primo romanzo di un giovane scrittore dell’entroterra napoletano colpisce per il coraggio di una scelta controcorrente e per i forti legami con una tradizione narrativa che a suo tempo ha saputo dare opere notevoli.

L’autore racconta le vicende di una famiglia campana, l’immiserimento e la disgregazione che seguono alla perdita della sua identità culturale, col sopravvenire nell’immediato dopoguerra dei primi incalzanti provvedimenti industriali e la conseguente emigrazione in Argentina. Chi racconta, fra lampi di struggente memoria e strazio d’anima, è Batino, il protagonista che viaggiando su una corriera che lo conduce al paese limitrofo lascia che i ricordi riaffiorino: il duro lavoro sotto tutte le intemperie, l’amore scoperto in un postribolo di città, il dolore per la morte improvvisa del padre, l’odore dell’erba bagnata, i crepitii degli zoccoli del gregge, le urla dei caprai portate dal vento. E rammentando così la strenua sua lotta e della sua famiglia per sopravvivere, onora anche la storia di uomini che sono stati vinti e hanno visto la propria esistenza fuggire senza lasciare traccia del loro passaggio terreno.

Comunque sono stati uomini, afferma lo scrittore, e non corpi in transito, perché a parlare e a ricordarli, dopo la morte, è la memoria collettiva nata da un codice eterno di dolore, di poche gioie e di abitudini consacrate. Uno stile rapido e incalzante, uno sguardo antinaturalistico e documentario chiudono il romanzo in una struttura narrativa di forte tensione lirica, in cui risuona un disperato desiderio di vita.